C’è un tempo per combattere, e c’è un tempo per riflettere sul perché si è combattuto, su come è veramente andata la battaglia. E su dove la battaglia ci ha portati.
È questa riflessione che Giulio Casale porta sui palcoscenici di tutta Italia con il suo spettacolo “Formidabili quegli anni”, che traduce nelle forme del teatro-canzone l’omonimo testo con cui Mario Capanna racconta la rivoluzione politica e culturale del ’68, racconta una rivolta che lo vide tra i protagonisti.
“Formidabile” la forza narrativa di Casale che, accompagnato sul palco dai campionamenti e dalle tastiere suonate live da Carlo Cialdo Capelli, presenta la propria lettura del testo di Capanna, addentrandosi in un viaggio che muove i propri passi dall’autunno del ’67 − quando tutto ebbe inizio − per spingersi ben oltre il ’68, sino agli anni settanta, alla strage di Piazza Fontana, al terrore degli anni di piombo; sino al Vietnam, all’invasione della Cecoslovacchia, alla Primavera di Praga.
Casale non racconta, rievoca: richiama alla vita fatti inchiodati al ricordo, dà movimento a figure ormai fissate in immagini fotografiche, restituisce alla presenza la voce di un passato che non deve cessare di risuonare. Casale si comporta da grande storico: si comporta da poeta.
Così troveremo incastonate nella struttura narrativa canzoni di Jacques Brel, Fabrizio De André, Francesco De Gregori, Giorgio Gaber, Francesco Guccini, Luigi Tenco e Boris Vian, anch’esse rielaborate secondo l’interpretazione dell’artista veneto, anch’esse volte al presente, perché l’intento dello spettacolo è quello di ascoltare la voce di una rivolta passata, per essere svegliati dal torpore presente.
Perché c’è un tempo per riflettere, e non è detto che non sia già questo il tempo di una nuova battaglia.
A gennaio Giulio Casale sarà in scena con “Formidabili quegli anni” il 10/1 a San Marino, il 15/1 a Garbagnate (MI), il 16/1 a Busto Arsizio (VA) e il 17/1 a Casalbuttano (CR).