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Se Povia ficca il naso a casa di Luca…

Le associazioni gay si dichiarano pronte a scendere in piazza durante il Festival di San Remo per protestare contro Povia e la sua canzone “Luca era gay”.

Il baillamme sanremese è in pieno fermento, ormai da quasi due mesi, a causa del brano presentato da Povia, “Luca era gay”.Senza neanche conoscere il testo, le associazioni omosessuali avevano già espresso delle forti perplessità riguardo a un titolo che poteva far presagire una presa di posizione decisamente poco tollerante nei confronti dell’omosessualità e troppo vicina ai pregiudizi di stampo cattolico. L’imperfetto del titolo come sottolineatura della transizione, o, si era insinuato, di guarigione.

Quello che poteva sembrare un’eccessivo allarmismo, tuttavia si è rivelato invece essere stata una giusta intuizione. Dopo le indiscrezioni trapelate sul testo, infatti, non solo le accuse sono apparse leggittime, ma sono anzi servite a rinfocolare la polemica e a far decidere l’Arci-Gay a organizzare una “marcia su Povia”, proprio durante i giorni del Festival.

Pur negando che l’omosessualità sia una malattia da cui guarire, Povia fa ricorso a una serie di clichè (genitori divorziati, madre oppressiva, vita infelice e uomo maturo che approfitta di una situazione ai limiti del melodrammatico) per sostenere la tesi che il povero Luca, in balia di
eventi catastrofici, si sia incamminato sulla strada sbagliata, per poi trovare pace e felicità solo dopo l’improvvisa illuminazione datogli dall’incontro fortuito e fortunoso con una raggiante Lei.

Si è parlato di censura per le minacce di boicottaggio del festival. Si è scatenata la rete con molte iniziative, soprattutto su Fb. La verità è che l’indignazione delle varie associazioni gay è principalmente rivolta principalmente contro l’omofobia latente travestita da buonismo che pervade la canzone e che, in un paese dove la tolleranza sull’argomento è bassissima e l’ignoranza e i luoghi comuni troppi.

Liberissimo, insomma, Luca di cambiare idea, ma senza dimenticare che, spesso, chi trova la felicità facendo outing e scoprendosi omosessuale non dispone di una vetrina così importante a livello nazionale né di applausi o di fiori, ma solo di pregiudizi e di diffidenza, che non andrebbero incoraggiate con storie di finte redenzioni.
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