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Eluana è morta. Viva Eluana.

Nel bel mezzo della discussione parlamentare l’oggetto del contendere, la vita di Eluana, si è spenta lasciando il discorso in sospeso. O meglio, mettendo un punto netto.

Sono tante le perplessità intorno a questa vicenda:

L’accanimento e l’egoismo di voler tenere a tutti i costi una forma di vita in questo mondo. Una forma di vita che probabilmente ci avrebbe già lasciato da molto tempo.

Questa è un’ostinazione che spetta legittimamente ai parenti, alle persone a lei più vicine, coloro che hanno sofferto e soffriranno più di tutti (perché si sa, sono quelli che rimangono a provare il dolore della perdita ). Ma proprio loro hanno deciso di lasciarla andare. Dopo anni.
E una parte della comunità, invece di sostenerli e aiutarli a voltare pagina e andare avanti, li accusa di immoralità? Non capisco. Perché?

L’interesse e la solerzia della politica su questo tema e il suo contemporaneo, reiterato assenteismo su altri temi che riguardano i vivi e l’esistenza di tutti i giorni molto più da vicino. Altamente incongruente. Quasi ridicolo.

L’assurdità di far morire una persona di consunzione invece che con un metodo più rapido e indolore, quando l’intenzione che muove alla sospensione degli alimenti è proprio quella di interrompere le sofferenze di una vita sospesa.

Non è ignorando la morte e volendola allontanare a tutti i costi che saremo più responsabili nei confronti della vita e delle sue ricchezze ma, io credo, onorando vita e morte in egual misura.

Ma la mia è solo un’opinione.

Ps. mettere una foto di ELuana risalente a 17 anni fa mi sebra stupido e fuorviante. Ma di immagini recenti non ne girano... come mai?

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