Per quasi un mese due naufraghi thailandesi sono rimasti soli a lottare tra onde e squali su una cassa in polistirolo per il ghiaccio, in seguito all'affondamento del loro peschereccio.
È incredibile la quantità di usi cui si presta il polistirolo. Chiedetelo ai due pescatori del Myanmar che sono sopravvissuti al naufragio del peschereccio sul quale erano imbarcati trovando riparo da onde e squali in una scatola – appunto – di polistirolo delle dimensioni di una scrivania, sulla quale sono andati alla deriva per ben venticinque giorni prima di essere tratti in salvo lo scorso sabato da una pattuglia aerea australiana, 60 miglia a nord di Horn Island.
La notizia è stata confermata dalla Maritime Safety Authority australiana.
Nessuna speranza per gli altri 18 membri dell’equipaggio, decisamente più sfortunati dei due poco più che vent’enni naufraghi, ripescati allo stremo delle forze, affamati e disidratati. Non è ancora chiaro come i pescatori siano riusciti a nutrirsi nel lunghissimo periodo della loro disavventura, ma forse ancor più sbalorditiva è la tenuta della loro “imbarcazione”, che ha resistito alla furia dell’oceano in piena stagione dei monsoni e dei cicloni. Inquietanti miracoli dell’ingegneria dei materiali.