ETC è la sigla per Exchange Trade Commodities, e per chi non lo sapesse, secondo la definizione in uso, si tratta di titoli obbligazionari privi di cedola o scadenza, il quali replicano l’andamento di un determinata materia prima (Commodity) oppure di un paniere di materie prime. Negli ultimi anni le ETC hanno conosciuto un discreto successo nel mondo della finanza, e sempre più privati hanno deciso di investire nelle ETC.
Le ETC vengono emesse da società veicolo e il loro valore, che, ricordiamolo, si basa su delle materie prime, è oggetto di continue negoziazioni durante le sedute di Borsa. Il successo delle ETC si deve in parte alla liquidità di cui godono, in parte al fatto che, potendo scegliere investire su un paniere di materie prime piuttosto che su una sola materia prima, si suddivide l’investimento su diversi titoli con una sola transazione, limitando i rischi e aumentando (teoricamente) le possibilità di guadagno. Inoltre, le ETC rappresentano un facile e veloce modo per investire sulle materie prime, cosa che alletta non pochi investitori e consumatori.
Le ETC possono essere suddivise in due tipi: ETC garantite dal sottostante fisico ed ETC a ricordo limitato. Le prime si basano su materie prime fisiche, il che rappresenta una garanzia in caso di credito. Le seconde, invece, si basano non su materie prime, ma su derivati delle materie prime, quindi con una buona percentuale di rischio per quanto riguarda il credito. Ad ogni modo, per maggiori informazioni e ragguagli sulle ETC e sulle loro quotazioni nel mercato italiano è consigliabile consultare siti e giornali di finanza. In ogni caso, chiedere consiglio a un consulente di investimento potrebbe essere senz’altro utile per valutare possibilità e rischi.