L’influenza A (omonima influenza dei suini) è una malattia respiratoria virale parecchio contagiosa che colpisce con una bassa percentuale di mortalità (le statistiche danno da uno a quattro per cento). La trasmissione avviene per via aerea tramite piccole gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, ma pure per via indiretta tramite il contatto con mani contaminate da secrezioni respiratorie ed il periodo di incubazione è di solito di qualche giorno.Esistono portatori sani del virus non riconoscibili.Il paziente infettato è contagioso da 2-3 giorni prima della comparsa dei sintomi e per i 4-5 giorni successivi; si stima che ogni nuovo contagiato sia pronto ad infettare 1.5 persone nei tre giorni precedenti alla comparsa di febbre, tosse e degli altri sintomi della febbre suina, in altre parole ogni giorno che il malato inconsapevole trascorre al lavoro, a scuola, in metro, è causa di un’altra mezzo contagio. Alcune categorie, bambini sopratutto, possono rimanere contagiosi anche per 10 giorni o più.Il criterio clinico per riconoscere un caso di influenza suina prevede di rilevare un brusco esordio di patologia respiratoria con febbre uguale o superiore a 38° ad almeno uno dei seguenti sintomi:• cefalea, • malessere, • sensazione di febbre (brividi, sudorazione) • astenia (stanchezza, spossatezza) e perlomeno una delle seguenti condizioni:• tosse, • naso che cola, • mal di gola. E’ comunque plausibile che si manifestino altri sintomi, tra cui raffreddore, nausea, vomito e diarrea.