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Facebook, secondo la Cei aumenta l'isolamento

Il portavoce della Cei Pompili contro il social network: crea una nuova forma di individualismo

Un nuovo individualismo, nuove dinamiche relazionali, uno stile linguistico desueto e ripetitivo: questi sono i tre elementi critici di Facebook secondo Don Domenico Pompili, portavoce della Cei.

In occasione del meeting "Chiesa in rete 2.0", Don Pompili ha espresso il pensiero della Chiesa sui social network, facendo riferimento prevalentemente a Facebook:"Mi chiedo in che modo questo individualismo interconnesso ridisegna il territorio umano e dunque la dinamica relazionale" ha detto il sacerdote, che ha potuto contare sull'autorevole appoggio di Manuel Castells.

Il noto sociologo spagnolo, autore di ricerche ed opere dedicate al mondo web, ha definito le situazioni relazionali create da Facebook come "networked individualism": con questa espressione l'esperto ha voluto segnalare che sempre più spesso i legami con il territorio circostante vengono recisi per moltiplicare invece le connessioni online.

Comportamenti di questo tipo inducono a modificare le dinamiche relazionali della vita offline e i rapporti instaurati e perpetrati online, ma non solo: è anche il linguaggio, e il suo stile, a variare, in virtù del nuovo mezzo e delle sue caratteristiche.

I social netowrk, secondo la Cei, porterebbero quindi all'individualismo, ma questo parere ha tutta l'aria di essere controcorrente: recentemente infatti sia l'Osservatore Romano che Civiltà Cattolica avevano, se non proprio elogiato, almeno non criticato così duramente Facebook, ma non solo: tra i social network "a tema" che popolano la rete, ne esiste almeno uno dedicato al mondo cattolico, MyChurch.

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